European Accessibility Act: cosa cambia dal 28 giugno 2025
Il 28 giugno 2025 è la data di applicazione obbligatoria della Direttiva UE 2019/882, nota come European Accessibility Act — recepita in Italia con D.Lgs. 82/2022. Da quella data, prodotti e servizi digitali offerti al pubblico nell’Unione Europea devono soddisfare requisiti di accessibilità conformi allo standard WCAG 2.2 livello AA. Rispettare l’European Accessibility Act non è un adempimento volontario: è un obbligo di legge che si applica a ecommerce, banche, assicurazioni, trasporti, telefonia e servizi di media audiovisivi, con sanzioni previste dalla normativa nazionale di recepimento per le organizzazioni non conformi.
Uneven Lab conduce audit WCAG 2.2 per brand europei e internazionali dal 2013, supportando aziende nei settori ecommerce, insurance e B2B nell’adeguamento tecnico e documentale richiesto dall’EAA.
Chi è obbligato e cosa deve essere reso accessibile
Perimetro soggettivo: le organizzazioni coinvolte
L’European Accessibility Act si applica agli operatori economici — imprese private, non solo enti pubblici — che immettono sul mercato UE prodotti o servizi rientranti nelle categorie definite dalla direttiva. Per rispettare l’European Accessibility Act è prioritario verificare se la propria organizzazione ricade nel perimetro: ecommerce che vendono online a consumatori nell’UE, istituti bancari con servizi digitali al dettaglio, compagnie assicurative con portali cliente, operatori di telefonia, fornitori di servizi di trasporto con prenotazione digitale e piattaforme di streaming e media audiovisivi.
La direttiva prevede un’esenzione per le microimprese — meno di 10 dipendenti e fatturato annuo o totale di bilancio non superiore a 2 milioni di euro — che erogano servizi, ma non per quelle che producono prodotti. Prima di procedere con l’audit tecnico, è necessario verificare con il proprio consulente legale se l’esenzione è applicabile al proprio caso specifico.
Perimetro oggettivo: cosa deve essere reso accessibile
L’EAA definisce con precisione le categorie di prodotti e servizi soggetti agli obblighi. Sul versante digitale, i servizi coperti includono: siti web e applicazioni mobili degli operatori economici rientranti nelle categorie previste, terminali self-service (ATM, chioschi interattivi, distributori automatici di biglietti), e-reader, servizi bancari al consumo accessibili online, servizi di comunicazione elettronica.
Per rispettare l’European Accessibility Act non è sufficiente rendere accessibile solo la homepage o le pagine principali: l’obbligo si estende all’intero percorso utente rilevante per il servizio — processo di acquisto, area riservata, gestione del contratto, assistenza cliente digitale. Una conformità parziale che esclude il checkout o il portale clienti non soddisfa i requisiti della direttiva.
Standard tecnico di riferimento: WCAG 2.2 livello AA
Lo standard tecnico di riferimento per rispettare l’European Accessibility Act è WCAG 2.2 — Web Content Accessibility Guidelines, versione 2.2 — livello di conformità AA. Rispetto alla versione 2.1, la versione 2.2 introduce nove nuovi criteri di successo, tra cui requisiti specifici per l’interazione su dispositivi mobili, la navigazione con autenticazione accessibile e i componenti con focus visibile migliorato. I criteri WCAG 2.2 AA coprono quattro principi fondamentali — percepibile, utilizzabile, comprensibile, robusto — che si traducono operativamente in requisiti su contrasto cromatico, navigazione da tastiera, struttura heading, testo alternativo per le immagini, gestione del focus, compatibilità con screen reader e assenza di contenuti che possono causare crisi epilettiche.
Come strutturare il percorso di conformità all’EAA
Audit WCAG 2.2: la fase diagnostica
Il punto di partenza per rispettare l’European Accessibility Act è un audit tecnico di accessibilità condotto secondo la metodologia WCAG 2.2. Un audit strutturato combina test automatizzati — con strumenti come axe-core, Lighthouse e WAVE — e verifica manuale, che rimane indispensabile per i criteri non rilevabili automaticamente: ordine logico del focus, comprensibilità del linguaggio, comportamento con screen reader (NVDA, VoiceOver, JAWS), e usabilità dei componenti interattivi complessi come carousel, modal e accordion.
I test automatizzati rilevano mediamente il 30–40% delle violazioni WCAG effettive; il restante 60–70% richiede revisione manuale da parte di un professionista con competenza specifica. Uneven Lab struttura i propri audit in categorie di violazione — percezione, operabilità, comprensione, robustezza — con report dettagliati per tipo di errore, pagina, elemento coinvolto e criterio WCAG violato.
Dichiarazione di accessibilità e documentazione di conformità
Oltre agli interventi tecnici, rispettare l’European Accessibility Act richiede la produzione di documentazione formale. La dichiarazione di accessibilità — prevista anche dalla Legge Stanca per i soggetti già obbligati in precedenza — deve essere pubblicata sul sito, dichiarare il livello di conformità raggiunto, elencare le sezioni non conformi con le motivazioni e indicare un canale di contatto per le segnalazioni degli utenti.
Per l’EAA, la documentazione di conformità include anche la valutazione dell’impatto sugli utenti con disabilità per i prodotti fisici, e per i servizi digitali la registrazione del processo di test adottato. Questa documentazione non è solo un adempimento formale: in caso di contestazione o controllo da parte delle autorità di vigilanza nazionali, è la prova principale della diligenza dell’operatore nell’adeguamento.
Roadmap di remediation e prioritizzazione degli interventi
A partire dai risultati dell’audit, la fase operativa per rispettare l’European Accessibility Act è la costruzione di una roadmap di remediation che prioritizza gli interventi per impatto sull’utente e complessità tecnica. Le violazioni critiche — assenza di testo alternativo su immagini informative, impossibilità di navigare il checkout da tastiera, assenza di etichette su campi form — hanno priorità assoluta perché escludono di fatto gli utenti con disabilità dall’uso del servizio. Le violazioni moderate — contrasto insufficiente su testi secondari, heading non gerarchiche, messaggi di errore non associati al campo — vengono pianificate in sprint successivi. Uneven Lab produce roadmap con ticket tecnici dettagliati, elemento per elemento, pronti per essere assegnati ai team di sviluppo senza necessità di ulteriore interpretazione.
Richiedi un audit EAA per il tuo sito o servizio digitale
Se non hai ancora verificato la conformità del tuo sito o servizio digitale ai requisiti dell’European Accessibility Act, il momento per avviare l’audit è adesso. Possiamo analizzare il tuo perimetro di applicabilità e avviare la fase diagnostica. Prenota una call conoscitiva.
Quello che le aziende chiedono sull’European Accessibility Act
Quali sono le sanzioni previste per chi non rispetta l’European Accessibility Act?
La Direttiva UE 2019/882 definisce il framework sanzionatorio a livello europeo, ma demanda agli Stati membri la determinazione delle sanzioni specifiche. In Italia, il D.Lgs. 82/2022 di recepimento prevede sanzioni amministrative per gli operatori economici non conformi, con importi e modalità di applicazione definiti dalle autorità di vigilanza nazionali competenti per ciascuna categoria di servizio. Per rispettare l’European Accessibility Act e ridurre il rischio sanzionatorio è necessario avviare il percorso di conformità prima della scadenza, documentando le fasi di audit e remediation — la dimostrazione di un percorso di adeguamento in corso è generalmente considerata un fattore mitigante nelle valutazioni delle autorità.
La Legge Stanca e l’EAA si sovrappongono? Quale prevale?
I due strumenti normativi hanno perimetri parzialmente sovrapposti ma non identici. La Legge Stanca — L. 4/2004 e successive modifiche — si applica alla Pubblica Amministrazione, alle società quotate in borsa e alle aziende private con più di 50 dipendenti o fatturato superiore a 500.000 euro. L’EAA si applica agli operatori economici nelle categorie di prodotti e servizi definite dalla direttiva, indipendentemente dalla dimensione aziendale (salvo la microimpresa).
Per le organizzazioni già soggette alla Legge Stanca e rientranti nel perimetro EAA, i due obblighi coesistono: rispettare l’European Accessibility Act non esime dall’adempimento alla Legge Stanca, né viceversa. Lo standard tecnico WCAG 2.2 AA è il riferimento comune a entrambi gli strumenti normativi.
Un sito già conforme a WCAG 2.1 AA deve essere aggiornato per l’EAA?
Sì, parzialmente. WCAG 2.2 introduce nove nuovi criteri di successo rispetto alla versione 2.1: tra i più rilevanti per l’adeguamento all’EAA figurano il criterio 2.4.11 (Focus Appearance, livello AA) che richiede un indicatore di focus visibile con dimensioni minime definite, il criterio 2.5.7 (Dragging Movements, livello AA) che richiede alternative ai gesti di trascinamento, e il criterio 3.2.6 (Consistent Help, livello A) per la coerenza dei meccanismi di assistenza. Per rispettare l’European Accessibility Act partendo da una conformità WCAG 2.1 AA già raggiunta, è sufficiente un audit mirato sui nuovi criteri introdotti dalla versione 2.2, senza necessità di ripartire dall’intera checklist.

